domenica 9 novembre 2008

ELEZIONI U.S.A.

President-Elect Barack Obama in Chicago

Barack Obama was elected the 44th President of the United States on November 4th, 2008 in Chicago.



Una considerazione veloce su queste elezioni.
Non amo particolarmenete Obama, anche se sicuramente lo preferisco a Mc Cain. Il motivo è semplice. Da un lato il candidato repubblicano, ultraconservatore, con un vice presidente francamente inquietante. Dall'altro un grande "?". Obama era un totale outsider di cui poco si sapeva e in fondo poco si è capito dalla campagna elettorale, gonfia di bei discorsi sugli ideali, sull'America, ma debole nei punti concreti. Macchiavelli sosteneva che il fine giustifica i mezzi, ma in realtà i mezzi determinano il fine, se sò i principi che ispirano una persona, non so nulla, perché:
a) potrebbe non essere in grado di raggiungere gli obiettivi che si pone;
b) potrebbe usare mezzi che reputo inammissibili.

Comunque tra un NO e un ?, anch'io avrei scelto il ?, sperando che in questi 4 anni si risolva per un SI'.

A parte questo il discorso per l'elezione è stato bello, anche perché in quest'occasione i grandi ideali erano più che appropriati.
L'incipit del discorso:
Ciao Chicago!

Se ancora c'è qualcuno che dubita che l'America non sia un luogo nel quale nulla è impossibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri fondatori è tuttora vivo in questa nostra epoca, che ancora mette in dubbio il potere della nostra democrazia, questa notte ha avuto le risposte che cercava.

La risposta sono le code che si sono allungate fuori dalle scuole e dalle chiese con un afflusso che la nazione non aveva mai visto finora. La risposta sono le persone, molte delle quali votavano per la prima volta, che hanno atteso anche tre o quattro ore in fila perché credevano che questa volta le cose dovessero andare diversamente, e che la loro voce potesse fare la differenza.

La risposta è la voce di giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi d'America, gay, eterosessuali, disabili e non disabili: tutti americani che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati un insieme di Stati Rossi e Stati Blu. Noi siamo e sempre saremo gli Stati Uniti d'America.

La risposta è ciò che ha spinto a farsi avanti coloro ai quali per così tanto tempo è stato detto da così tante persone di essere cinici, impauriti, dubbiosi di quello che potevano ottenere mettendo di persona mano alla Storia, per piegarla verso la speranza di un giorno migliore.

È occorso molto tempo, ma stanotte, finalmente, in seguito a ciò che abbiamo fatto oggi, con questa elezione, in questo momento preciso e risolutivo, il cambiamento è arrivato in America.

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